Considerazioni sullo spinning alla trota in torrente
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In questa pagina si riportano, in ordine sparso, una serie di considerazioni, consigli e pensieri personali maturati in anni di pesca a spinning alla trota fario nei torrenti laziali.   Si tratta di considerazioni soggettive, di carattere pratico, che sono rivolte a chi sta iniziando a praticare questo tipo di pesca ma anche ai più esperti.  

1) Evitare il giorno dell'apertura alla trota.  A causa dell'affollamento di pescatori e di trote appena immesse nel fiume, si potrebbe avere una impressione sbagliata (e francamente negativa) di questa pesca.     Si  può incontrare una persona ogni 5/10  metri!  In compenso il fiume è stato appena ripopolato e le trote si comportano da trote d'allevamento.  Come detto è tutta un'altra pesca che non ha niente a che vedere con lo spinning alla trota.

2) La trota fario in torrente scappa non appena vede un uomo.  Occorre quindi fare molta attenzione  a non farsi vedere e sentire.  Per questo l'ideale sarebbe pescare da soli, risalendo il torrente, e non incontrare nessuno. Se si è con amici conviene dividersi il fiume (ad esempio 1 chilometro a testa) e darsi un appuntamento.  Se proprio si vuole pescare insieme si può provare in coppia, ma  a condizione che entrambi facciano molta attenzione.  Pescare insieme in tre o più persone è praticamente inutile.

3) Lasciate perdere le trote che si vedono, non le prendereste. Le abboccate delle trote più interessanti avvengono da parte di trote che prima del lancio non vedevate e che escono dai loro nascondigli stimolate dalla vostra esca artificiale.

4) Pare banale ma uno degli aspetti più importanti per il successo è la fiducia che il pescatore ha nella possibilità che la trota abbocchi.  Se si pesca  senza convinzione (non si crede nell'esca, nelle condizioni del fiume, nella presenza di trote) l'insuccesso è assicurato.  Altrettanto importante è però la precisione nei lanci (che devono sempre sfiorare ostacoli ed incagli).

5) E' molto importante abituarsi ad effettuare lanci lunghi e precisi.  Lanciando lontano (naturalmente a monte) aumentano le possibilità di cattura perchè le trote non ci hanno ancora sentito o visto. Lanciando lontano aumentano però le possibilità di far atterrare il cucchiaino su rami, vegetazione o altri ostacoli.  Da qui la necessità di acquisire una notevole precisione nei lanci.  Nella foto una situazione tipica: il pescatore ha scelto una posizione in mezzo al fiume abbastanza distante dall'ansa sotto la vegetazione (a sinistra nella foto) con acque più profonde nella quale intende far lavorare il cucchiaino. In questa maniera riesce ad avere lo spazio aperto sufficiente per il lancio rimanendo tuttavia distante dalle trote che intende insidiare


6) I colori del cucchiaino hanno veramente poca importanza e meno ancora i disegni sulla paletta. I classici cucchiaini argentati (veramente universali) o dorati vanno benissimo.  Molto più importante è invece la convinzione del pescatore di utilizzare il cucchiano giusto (vedi considerazione precedente).

7) E' invece importante il tipo di cucchiaino ed il suo peso che a loro volta dipendono dalla portata d'acqua del fiume e  dalla corrente.  L'importante è verificare come nuota il cucchiaino (dovrebbe rasentare il fondo senza toccarlo).  Io uso, a secondo delle condizioni del fiume (e sto parlando dell'alto Aniene, del Turano e del Simbrivio), i rotanti tipo Mepps 2 (vanno benissimo anche gli Ilba o anche quelli di Decathlon) e tipo Martin 4 o 6.  I miei amici, in condizioni di abbondanza di acqua e forte corrente, si spingono ad usare anche il Mepps 3.  Il Mepps 1 è invece più adatto per torrenti molto piccoli,  come il Simbrivio.

8) Osservate attentamente e da qualche metro di distanza ogni posto prima di iniziare a pescarvi: decidete prima in quali punti lanciare il cucchiaino e quale percorso fargli fare una volta in acqua; tenendo conto di ciò scegliete il punto da dove lanciare e finalmente occupatelo ed iniziate a pescare.

9) E' inutile insistere in un posto con più di 5-10 lanci.  In genere le trote, se hanno intenzione di abboccare, lo fanno subito (questo non è vero il giorno dell'apertura per le particolari condizioni descritte al punto 1).

10)  Contrariamente a quanto molti pensano, è possibile pescare in torrente a cucchiaino anche se il fiume diventa improvvisamente torbido.  Bisogna in questi casi pescare ove l'acqua è più calma e vicino le rive.  La vera difficoltà è rappresentata dagli incagli, perchè ora non vediamo più il fondo.  Ma se si conosce il fiume e si pesca a memoria, si possono ugualmente prendere trote.

11)  Il filo preferito è lo 0,20 un compromesso tra necessità di lanciare lungo e resistenza del filo nel caso (frequente) di incagli.  Male le trecce da spinning (che invece ritengo ottime per la pesca al luccio ed al black bass) perchè a mio avviso sono sovradimensionate per questo tipo di pesca e sono causa di  lanci più corti e di parrucche più frequenti.
12)  In caso di parrucche o eccessiva torsione del filo non esitare a disfarsi di vari metri di filo (cosa che non si può fare invece con le trecce per il loro elevato costo e per la loro scarsa lunghezza).  Ovviamente è bene non deturpare l'ambiente evitando di abbandonare sul terreno il  filo eliminato: arrotolarlo e metterselo in una tasca non ci costa niente!

13)  Le uniche cose da portarsi dietro oltre alla canna (che deve essere di circa 1,80 metri) con mulinello ed agli stivali a coscia sono una scatoletta con i cucchiaini ed un paio di forbici da pesca.  Molto utile è indossare un gilet da pesca per la comodità offerta dalle sue innumerevoli tasche.  Qualsiasi altra attrezzatura (guadino, piombi, slamatore, ecc.) è solo di impaccio. 
14) Anche quando fa veramente caldo è consigliabile indossare una camicia o una maglietta con le maniche lunghe per difendere le braccia dalle spine dei rovi,  dalle ortiche e dalla fastidiosa azione dei tafani.





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