IL CALENDARIO DEL PESCATORE
Cosa e come pescare a MARZO
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La pesca a passata Con l'arrivo della primavera le possibilità di effettuare catture a passata aumentano.   Importante è la scelta del luogo di pesca: occorre preferire i piccoli fiumi con lame d'acqua bassa che si riscaldano più facilmente al sole primaverile.  Ideali sono ghiareti e sabbioni, ovvero posizioni presso sponde di ghiaia o sabbia, abbastanza ampie con acqua lenta  e non troppo profonda (max. 1,50 metri).  Per consentire all'acqua di scaldarsi, gli orari migliori saranno la tarda mattinata e il primo pomeriggio.   I pesci da insidiare sono cavedani, barbi, savette e lasche.   La tecnica è la passata classica radente il fondo con pasturazione a pagliette e bigattini, canna bolognese di 5-6 metri, mulinello caricato con lo 0,12 e lenza dello 0.08 - 0,10.
Trota con il lombrico a fondovalle

Per alcune settimane dopo il giorno dell'apertura della pesca alla trota (ultima domenica di febbraio) i torrenti di fondovalle offrono le maggiori opportunità di effettuare catture nonostante la moltitudine di pescatori (che viceversa rendono quasi impraticabile la pesca nel torrente di alta montagna).   Dunque conviene scegliere i tratti dove il fiume si allarga, formando una serie di buche profonde, alternate a piane, correntine e raschi.  La tecnica consigliata prevede l'uso di canna telescopica regolabile e mulinello leggero caricato con 0,20, in maniera da appoggiare direttamente la lenza nel punto desiderato piuttosto che lanciarla.  Esca il lombrico e lenza priva di galleggiante piombata con piombo sferico (più adatto alla pesca in buca) o coroncina (più adatta nei raschi).
Legering di marzo 
A marzo i ciprinidi di fondo (scardole, carassi, tinche e carpe) presentano ancora una certa pigrizia nei confronti di esca e pastura e rimangono nei fondali più marcati.  

Si possono comunque insidiare nei larghi canali a corrente lenta con la tecnica del legering a pasturatore aperto (ovvero aperto alle due estremità e adatto a pasture di sfarinati a differenza di quello chiuso da cui i bigattini possono uscire solo dai fori).   L'esca è ovviamente il bigattino mentre  la pastura sarà a base di sfarinati da fondo mischiata agli stessi bigattini.  

Si utilizza una canna da legering con cimino sottile. Il mulinello va caricato con uno 0,16, meglio se affondante; il finale è costituito da 80 - 90 centimetri di nylon dello 0,10 alla vcui estremità va legato un amo del numero 16. Un finale così lungo può, in alcuni casi, essere causa di ferrate a vuoto. Se ciò accade e si perdono molte abboccate conviene allora provare a ridurre la lunghezza scendendo a 50 - 60 centimetri.  In ogni caso il pasturatore va montato con un bracciolo lungo 15 centimetri e derivato dalla lenza madre, come mostrato in figura.

Si effettua una pasturazione iniziale del posto con delle palle di pastura  mentre per l'azione di pesca la pastura va inserita nel pasturatore aperto. Una volta lanciato si mette in tensione il filo in maniera da piegare leggermente il cimino (che per questo deve essere sottile).


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